Sottoprodotti dell'oleificio

Abbiamo visto che dai processi tecnologici oleari, l'oleficio scarta molte sostanze. Possiamo dunque parlare di sottoprodotto dell'olificio.

Acqua di vegetazione[modifica | modifica wikitesto]

In realtà l'acqua scartata non comprende solo l'acqua di vegetazione (propria dell'oliva) ma anche quella potabile usata nell'estrazione a centrifuga. Sono acque ricchissime di materiale organico che se immerse nelle falde acquifere senza previa depurazione causano l'eutrofizzazione: nei corsi d'acqua lo sviluppo di batteri ed alghe derivate da queste acque crea una competizione per l'ossigeno, non permettendo ai pesci di svilupparsi.

Quest'acqua può essere usata senza depurazione per la fertirrigazione degli uliveti, ma la distanza dagli oleifici rende questo processo molto costoso.

Morchie[modifica | modifica wikitesto]

Sono i residui solidi delle olive che restano in sospensione nell'emulsione.

Sanse[modifica | modifica wikitesto]

È il materiale solido che comprende buccia, polpa e nocciolo. Contiene il 4-9% di olio residuo, che viene estratto attraverso processi chimici specifici nei locali detti sansifici.

ESTRAZIONE DELL'OLIO DI SANSA:

  • molitura a rulli (fine)
  • essiccamento (riduco l'acqua del 10%)
  • disacidificazione con aggiunta di esano (solvente chimico selettivo che scioglie le sostanze grasse)
  • creazione della "miscella" (olio + esano) e recupero del solvente: ottengo l'olio greggio (acidità del 15%)
  • raffinazione dell'olio (deodorazione, decolorazione, winterizzazione)

Le sanse esauste (dopo l'estrazione) sono usate per produrre mangimi, combustibili, fertilizzanti, pannelli isolanti.

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