1. Leggi e teorie

Capitolo primo - Leggi e teorie

Legge: stabilisce rapporto tra delle variabili, (per variabili si intendono concetti che possono assumere valori differenti). Si fonda su una relazione ripetutamente verificata (crea aspettativa).

Le teorie (secondo una delle definizioni), sono gruppi di leggi che concernono un particolare comportamento o fenomeno. Prima definizione: le teorie sono dunque più complesse delle leggi ma soltanto da un punto di vista quantitativo --> tra leggi e teorie non c’è differenza di genere.

Tuttavia, un coefficiente di correlazione, per quanto alto, non è garanzia dell’esistenza di un rapporto causale. Una correlazione non è né vera né falsa, ma può esserlo la relazione che da essa deduciamo.

Primo errore da cui guardarsi: accettare in modo acritico un numero per indicare una connessione. Le statistiche non sono in grado di mostrare il funzionamento delle cose e i legami tra loro. Il risultato del loro impiego sarà sempre una descrizione, mai una spiegazione. L’osservazione e l’esperienza da sole non portano mai alla conoscenza delle cause.

Gli studiosi contemporanei della politica internazionale continuano a mostrare fiducia nell’induzione. Tuttavia non c’è mai una corrispondenza certa tra concetti derivati da induzione e realtà oggettiva. La conoscenza empirica è sempre problematica (essendo dal punto di vista quantitativo potenzialmente infinita, non è possibile, senza una direttrice, organizzare le informazioni).

Seconda definizione: più che semplici insiemi di leggi, le teorie sono affermazioni che spiegano le leggi, differenziandosi qualitativamente da quest’ultime. Le teorie possono solo essere costruite solo per induzione, poichè i concetti teorici possono solo essere inventati e non scoperti.

Da Aristotele a Galileo a Newton, i concetti sono sempre più divenuti lontani dalle nostre esperienze sensoriali. Mentre i risultati sperimentali permangono, le teorie, per quanto ben suffragate, possono essere superate, Le leggi restano, le teorie nascono e muoiono.

Waltz adotta la seconda definizione di legge --> le teorie rappresentano la spiegazione delle leggi (da definizione del termine in economia). La possibilità di previsione deriva dalla conoscenza della regolarità delle relazioni contenute nelle leggi. La “realtà” non corrisponderà mai esattamente ad una teoria, nè al modello che la rappresenta.

Due accezioni del termine modello:

1. come rappresentazione di una teoria. 2. come descrizione della realtà mediante semplificazione.

Il modello di una teoria sarà tanto lontano dalla realtà quanto la teoria che esso rappresenta.

L’induzione va utilizzata a livello di ipotesi e di leggi, non a quello di teorie. Le ipotesi sono desunte dalle teorie, e quando sono confermate in modo decisivo vengono chiamate leggi.

Una teoria è un’immagine mentale di una realtà o di un campo di attività, una descrizione dell’organizzazione di un insieme e dei collegamenti tra le sue parti. Compito di una teoria è isolare un campo d’azione per poterlo affrontare razionalmente.

Le teorie, pur non essendo separate, hanno un rapporto solo indiretto con la realtà della sperimentazione e dell’osservazione. Le teorie costituiscono una realtà, ma non la realtà. Da un lato i dati non determinano le teorie, dall’altro le teorie non spiegano i fatti in modo decisivo.

Una teoria nasce in modo creativo. Anche il più lungo procedimento per prove ed errori non porterà alla costruzione di una teoria se ad un certo punto non si avrà un’idea creativa.

In ogni settore si avverte la difficoltà di passare dalle speculazioni causali basate su studi che si limitano ai fatti a formulazioni teoriche: è necessaria una semplificazione (--> quattro modi, isolamento, astrazione, aggregazione o idealizzazione).

Oltre alle semplificazioni, le teorie includono anche ipotesi teoriche. Le teorie sono una combinazione di affermazioni descrittive e teoriche (il valore di un concetto teorico è giudicato in base alla utilità che apporta alla teoria a cui appartiene).

Problema della deduzione: può fornire risposte certe, ma nulla di nuovo. Problema dell’induzione: può fornire risposte nuove, ma nulla di certo. Una teoria produce frutti perché supera l’approccio ipotetico-deduttivo che è necessariamente infruttuoso.

Nell’ambito della politica internazionale, e nelle scienze sociali, le teorie si rivelano deboli, perché i partecipanti al dibattito usano termini identici per indicare cose diverse. Conosciamo solo ciò che è percepibile, o vediamo solo ciò che conosciamo?

I cambiamenti di teoria provocano cambiamenti nel significato dei termini, sia di quelli teorici che di quelli che si riferiscono ai fatti. Ma le teorie non definiscono solo i termini; individuano anche le operazioni che è corretto effettuare. Nel campo internazionale, si continua ad ammassare coefficienti di correlazione senza chiedersi quali teorie portano ad aspettarsi quale tipo di associazione e tra quali variabili. La maggior parte degli studiosi di politica internazionale non ha seguito un “procedimento d’indagine adeguato”.

Sette punti per verificare una teoria (cfr. pag.57). Fino a che una teoria non ha dimostrato di essere logica, coerente e verosimile non ha senso sottoporla a test complicati.

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