I settori strategici

Intuitivamente i settori strategici potrebbero essere generalmente intesi come quei settori economici che detengono potenzialmente un ruolo chiave nel promuovere lo sviluppo e il benessere della comunità di riferimento.

In realtà la nozione di settore strategico è un tema piuttosto controverso in letteratura. Essa si fonda sul fatto che sia possibile definire una “gerarchia” tra i settori produttivi sulla base della loro diversa capacità di promuovere gli obiettivi politici fissati. Questa idea tuttavia non ha finora riscosso particolare successo: molti economisti sono in generale abbastanza scettici nel suggerire che “[...] there is a difference in economic significance between an industry that produces a dollar’s worth of silicon chips and one that produces a dollar’s worth of potato chips” (Teece, 1991, p. 49).

Una vasta letteratura economica, che si ispira alla teoria neoclassica, mostra infatti come il meccanismo di mercato detenga potenzialità enormi nell’individuare le attività economiche a più alto rendimento. In questo contesto nessun settore risulta più “strategico” di altri in quanto il sistema di mercato conduce spontaneamente ad una struttura produttiva in grado di massimizzare il benessere collettivo.

Il concetto di settore strategico può quindi essere definito solo se si accetta l’idea che possano esserci obiettivi sociali normativi definiti anche al di fuori del meccanismo economico di mercato. In altri termini la componente normativa dietro l’idea di “settore strategico” è tale che è possibile definire un settore strategico solo rispondendo alla questione di quali obiettivi si intende perseguire attraverso tale settore.

Nelle prossime pagine forniamo una sintesi della letteratura utile a cogliere i criteri secondo cui sono stati generalmente definiti i settori strategici.

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