Sorgenti in movimento

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Abbandoniamo per sempre le materie magnetiche e i concetti di magnetizzazione, con un piccolo rimpianto: non sapremo mai cosa succede se magnetizziamo il cervello di una persona (spoiler: non va a finire bene). Riprendiamo quindi a parlare delle grandezze fondamentali dell'elettromagnetismo, per come le abbiamo introdotte: i campi elettrico e magnetico e le rispettive sorgenti, che abbiamo visto separatamente come due serie di fenomeni completamente diversi e isolati tra loro. Abbiamo anche detto che non è proprio così e allora iniziamo ad approcciarci al regime dinamico, con grandezze variabili nel temp
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Abbandoniamo per sempre le materie magnetiche e i concetti di magnetizzazione, con un piccolo rimpianto: non sapremo mai cosa succede se magnetizziamo il cervello di una persona (spoiler: non va a finire bene). Riprendiamo quindi a parlare delle grandezze fondamentali dell'elettromagnetismo, per come le abbiamo introdotte: i campi elettrico e magnetico e le rispettive sorgenti, che abbiamo visto separatamente come due serie di fenomeni completamente diversi e isolati tra loro. Abbiamo anche detto che non è proprio così e allora iniziamo ad approcciarci al regime dinamico, con grandezze variabili nel tempo, procedendo gradualmente.
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Tutto quello che abbiamo detto nella prima parte del corso si può sintetizzare nell'espressione della '''forza che subisce una particella carica''', che generalmente chiamiamo forza di Lorentz:
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<math display="block"> \mathbf{F} = q(\mathbf{E} + \mathbf{v} \times \mathbf{B} )</math>
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Ovviamente la forza è data da due contributi, come due sono i campi che abbiamo studiato finora separatamente. Tuttavia, se pensiamo già a delle cariche in movimento dobbiamo aspettarci che le cose, in alcuni casi, varino. Ad esempio, se cambiamo sistema di riferimento (passando da un sistema inerziale a un altro inerziale, perché non vogliamo mettere in mezzo cose strane con i sistemi non inerziali), sappiamo che le forze devono essere ''invarianti relativistiche'' (che sia relatività di Galileo o di Lorentz poco ce ne importa)

Versione delle 12:52, 27 mag 2017

Abbandoniamo per sempre le materie magnetiche e i concetti di magnetizzazione, con un piccolo rimpianto: non sapremo mai cosa succede se magnetizziamo il cervello di una persona (spoiler: non va a finire bene). Riprendiamo quindi a parlare delle grandezze fondamentali dell'elettromagnetismo, per come le abbiamo introdotte: i campi elettrico e magnetico e le rispettive sorgenti, che abbiamo visto separatamente come due serie di fenomeni completamente diversi e isolati tra loro. Abbiamo anche detto che non è proprio così e allora iniziamo ad approcciarci al regime dinamico, con grandezze variabili nel tempo, procedendo gradualmente.

Tutto quello che abbiamo detto nella prima parte del corso si può sintetizzare nell'espressione della forza che subisce una particella carica, che generalmente chiamiamo forza di Lorentz:

Ovviamente la forza è data da due contributi, come due sono i campi che abbiamo studiato finora separatamente. Tuttavia, se pensiamo già a delle cariche in movimento dobbiamo aspettarci che le cose, in alcuni casi, varino. Ad esempio, se cambiamo sistema di riferimento (passando da un sistema inerziale a un altro inerziale, perché non vogliamo mettere in mezzo cose strane con i sistemi non inerziali), sappiamo che le forze devono essere invarianti relativistiche (che sia relatività di Galileo o di Lorentz poco ce ne importa)

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