Esercizi sui dipoli

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Come ci aspettavamo, abbiamo ottenuto che il momento di dipolo è diretto parallelamente all'asse <math>y</math> ed è pari a <math>\vec{p} = (0, \lambda_0 \pi R^2, 0)</math>. Per calcolare potenziale e campo elettrico di dipolo non resta che applicare le formule viste nella sezione 3.1:
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Come ci aspettavamo, abbiamo ottenuto che il momento di dipolo è diretto parallelamente all'asse <math>y</math> ed è pari a <math>\mathbf{p} = (0, \lambda_0 \pi R^2, 0)</math>. Per calcolare potenziale e campo elettrico di dipolo non resta che applicare le formule viste nella sezione 3.1:
  
 
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\begin{align}
 
\begin{align}
&V(\vec{r} )= \frac{1}{4 \pi \epsilon_0} \frac{\vec{p} \cdot \vec{r} }{r^3} \\
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&V(\mathbf{r} )= \frac{1}{4 \pi \epsilon_0} \frac{\mathbf{p} \cdot \mathbf{r} }{r^3} \\
&\vec{E} ( \vec{r} )= \frac{1}{4 \pi \epsilon_0} \left( \frac{ 3 (\vec{p} \cdot \vec{r} ) }{r^5} \vec{r} - \frac{\vec{p}}{r^3} \right)
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&\mathbf{E} ( \mathbf{r} )= \frac{1}{4 \pi \epsilon_0} \left( \frac{ 3 (\mathbf{p} \cdot \mathbf{r} ) }{r^5} \mathbf{r} - \frac{\mathbf{p}}{r^3} \right)
 
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[[File:Dipoloesercizio.svg|sinistra|miniatura|Fig. 3.6: Le due configurazioni del dipolo nell'esempio 3.2]]
 
[[File:Dipoloesercizio.svg|sinistra|miniatura|Fig. 3.6: Le due configurazioni del dipolo nell'esempio 3.2]]
  
Abbiamo un dipolo posizionato sull'asse <math>x</math> in due configurazioni: configurazione A, il dipolo ha momento parallelo all'asse <math>y</math>, ovvero <math>\vec{p} = p \hat{y}</math>; configurazione B, il momento di dipolo è parallelo all'asse <math>x</math>, ovvero <math> \vec{p} =p \hat{x}</math>. Nell'origine è posizionata una carica positiva che genera un campo elettrico; tutto il sistema è posto a quota <math>z=0</math>. Calcoliamo la forza e il momento che subisce il dipolo in entrambe le configurazioni. Fare riferimento alla figura 3.6.
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Abbiamo un dipolo posizionato sull'asse <math>x</math> in due configurazioni: configurazione A, il dipolo ha momento parallelo all'asse <math>y</math>, ovvero <math>\mathbf{p} = p \hat{y}</math>; configurazione B, il momento di dipolo è parallelo all'asse <math>x</math>, ovvero <math> \mathbf{p} =p \hat{x}</math>. Nell'origine è posizionata una carica positiva che genera un campo elettrico; tutto il sistema è posto a quota <math>z=0</math>. Calcoliamo la forza e il momento che subisce il dipolo in entrambe le configurazioni. Fare riferimento alla figura 3.6.
  
Dalla sezione 3.1 sappiamo che <math>\vec{F} = \vec{\nabla} (\vec{p} \cdot \vec{E} )</math> e <math>\vec{M} = \vec{p} \times \vec{E}</math>. Da una prima occhiata, poiché nella configurazione A la carica negativa è più vicina all'origine, possiamo dire che la forza attrarrà il dipolo verso la carica generatrice del campo. Viceversa, nella configurazione B le cariche si trovano alla stessa distanza dall'origine, quindi la forza sarà parallela al momento di dipolo, ovvero diretta lungo <math>y</math>. Calcoliamo la forza nella configurazione A:
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Dalla sezione 3.1 sappiamo che <math>\mathbf{F} = \mathbf{\nabla} (\mathbf{p} \cdot \mathbf{E} )</math> e <math>\mathbf{M} = \mathbf{p} \times \mathbf{E}</math>. Da una prima occhiata, poiché nella configurazione A la carica negativa è più vicina all'origine, possiamo dire che la forza attrarrà il dipolo verso la carica generatrice del campo. Viceversa, nella configurazione B le cariche si trovano alla stessa distanza dall'origine, quindi la forza sarà parallela al momento di dipolo, ovvero diretta lungo <math>y</math>. Calcoliamo la forza nella configurazione A:
  
<math display="block"> \vec{F} = \vec{\nabla} (\vec{p} \cdot \vec{E} ) = \vec{\nabla} \left( p \hat{y}  \cdot \frac{q}{4 \pi \epsilon_0} \frac{\vec{r}}{r^3} \right) = \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \vec{\nabla} \left( \frac{y}{r^3} \right)</math>
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<math display="block"> \mathbf{F} = \mathbf{\nabla} (\mathbf{p} \cdot \mathbf{E} ) = \mathbf{\nabla} \left( p \hat{y}  \cdot \frac{q}{4 \pi \epsilon_0} \frac{\mathbf{r}}{r^3} \right) = \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \mathbf{\nabla} \left( \frac{y}{r^3} \right)</math>
  
(questo ricordando che <math>\hat{y} \cdot \vec{r} = y</math>). Calcoliamo le componenti:
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(questo ricordando che <math>\hat{y} \cdot \mathbf{r} = y</math>). Calcoliamo le componenti:
  
 
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\begin{align}
 
\begin{align}
&\text{A } \vec{F} = \vec{\nabla} (\vec{p} \cdot\vec{E} )= \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \left( -\frac{3xy}{r^5} ; \, \frac{r^2 - 3y}{r^5} ; \, -\frac{3 zy}{r^5} \right)  \rightarrow \vec{F} = \frac{q}{4 \pi \epsilon_0} \frac{1}{d^3} \hat{x}\\
+
&\text{A } \mathbf{F} = \mathbf{\nabla} (\mathbf{p} \cdot\mathbf{E} )= \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \left( -\frac{3xy}{r^5} ; \, \frac{r^2 - 3y}{r^5} ; \, -\frac{3 zy}{r^5} \right)  \rightarrow \mathbf{F} = \frac{q}{4 \pi \epsilon_0} \frac{1}{d^3} \hat{x}\\
&\text{B } \vec{F} = \vec{\nabla} (\vec{p} \cdot\vec{E} )= \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \left( \frac{r^2 - 3x}{r^5} ; \, -\frac{3xy}{r^5} ; \, -\frac{3 zx}{r^5} \right)  \rightarrow \vec{F} = \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \frac{1}{d^3} \hat{y}
+
&\text{B } \mathbf{F} = \mathbf{\nabla} (\mathbf{p} \cdot\mathbf{E} )= \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \left( \frac{r^2 - 3x}{r^5} ; \, -\frac{3xy}{r^5} ; \, -\frac{3 zx}{r^5} \right)  \rightarrow \mathbf{F} = \frac{pq}{4 \pi \epsilon_0} \frac{1}{d^3} \hat{y}
 
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Dove abbiamo indicato con <math>d</math> la distanza dall'origine del punto medio di <math>\delta</math>.
 
Dove abbiamo indicato con <math>d</math> la distanza dall'origine del punto medio di <math>\delta</math>.
  
Per il calcolo dei momenti, potremmo procedere passo passo calcolando il prodotto vettoriale tra i due, ma basta osservare che nella configurazione B il dipolo è già parallelo all'asse, quindi <math>\vec{p} // \vec{E}</math> e il loro prodotto vettoriale è nullo, mentre nella configurazione A, mentre la forza spinge il dipolo all'infinito lungo <math>y</math>, il momento tenderà a metterlo parallelo al campo, quindi la rotazione avverrà lungo l'asse <math>z</math>. I due momenti sono allora:
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Per il calcolo dei momenti, potremmo procedere passo passo calcolando il prodotto vettoriale tra i due, ma basta osservare che nella configurazione B il dipolo è già parallelo all'asse, quindi <math>\mathbf{p} // \mathbf{E}</math> e il loro prodotto vettoriale è nullo, mentre nella configurazione A, mentre la forza spinge il dipolo all'infinito lungo <math>y</math>, il momento tenderà a metterlo parallelo al campo, quindi la rotazione avverrà lungo l'asse <math>z</math>. I due momenti sono allora:
  
 
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\begin{align}
 
\begin{align}
&\text{A } \vec{M} = - p E_x \hat{z} \\
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&\text{A } \mathbf{M} = - p E_x \hat{z} \\
&\text{B } \vec{M} = 0
+
&\text{B } \mathbf{M} = 0
 
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Versione delle 16:18, 5 apr 2017

Unitile dire che con i dipoli ci si possono fare tanti esercizi belli e carini. Vediamone alcuni

Esempio (3.1)
Fig. 3.5: Il modello dell'esempio 3.1

In questo esempio prendiamo come distribuzione di carica un anello carico, con densità di carica lineare variabile pari a , dove è l'angolo formato dal raggio dell'anello e l'asse . In figura 3.5 è presentato il modello e una rappresentazione schematica di come si dispongono le cariche sull'anello. L'obiettivo dell'esercizio è calcolare campo elettrico e potenziale generati dall'anello a grande distanza, dove potremo utilizzare l'approssimazione di dipolo.

A tutti gli effetti, questo modello è un dipolo; da una parte ci sono le cariche positive, dall'altra quelle negative. Ci aspettiamo quindi che il suo momento di dipolo sia orientato parallelo all'asse , e inoltre, per come è definita la densità , ci aspettiamo anche che la carica totale sia neutra. Partiamo da questa.

Poiché , il calcolo dell'integrale è elementare. Andiamo allora a calcolare il suo momento di dipolo. Osservando la figura, notiamo come , da cui otteniamo il momento di dipolo:

Integrando su tutto l'anello (attenzione: l'integrale va da a , perché il sistema è simmetrico) otteniamo . Per calcolarne le componenti procediamo ognuna per ognuna:

Come ci aspettavamo, abbiamo ottenuto che il momento di dipolo è diretto parallelamente all'asse ed è pari a . Per calcolare potenziale e campo elettrico di dipolo non resta che applicare le formule viste nella sezione 3.1:

 
Esempio (3.2)
Fig. 3.6: Le due configurazioni del dipolo nell'esempio 3.2

Abbiamo un dipolo posizionato sull'asse in due configurazioni: configurazione A, il dipolo ha momento parallelo all'asse , ovvero ; configurazione B, il momento di dipolo è parallelo all'asse , ovvero . Nell'origine è posizionata una carica positiva che genera un campo elettrico; tutto il sistema è posto a quota . Calcoliamo la forza e il momento che subisce il dipolo in entrambe le configurazioni. Fare riferimento alla figura 3.6.

Dalla sezione 3.1 sappiamo che e . Da una prima occhiata, poiché nella configurazione A la carica negativa è più vicina all'origine, possiamo dire che la forza attrarrà il dipolo verso la carica generatrice del campo. Viceversa, nella configurazione B le cariche si trovano alla stessa distanza dall'origine, quindi la forza sarà parallela al momento di dipolo, ovvero diretta lungo . Calcoliamo la forza nella configurazione A:

(questo ricordando che ). Calcoliamo le componenti:

Per la configurazione B, i calcoli sono identici, solo variano le componenti e ; possiamo quindi scrivere le forze nelle due configurazioni in forma vettoriale:

Dove abbiamo indicato con la distanza dall'origine del punto medio di .

Per il calcolo dei momenti, potremmo procedere passo passo calcolando il prodotto vettoriale tra i due, ma basta osservare che nella configurazione B il dipolo è già parallelo all'asse, quindi e il loro prodotto vettoriale è nullo, mentre nella configurazione A, mentre la forza spinge il dipolo all'infinito lungo , il momento tenderà a metterlo parallelo al campo, quindi la rotazione avverrà lungo l'asse . I due momenti sono allora:

 
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