Conclusioni: sui vantaggi globali di politiche industriali “nazionali”

Spesso la politica industriale è oggetto di critiche anche in quanto rafforza un paese a scapito di un altro, operando in un gioco a somma zero in cui si adotta una politica del tipo “beggar-my-neighbour ” [1], senza necessariamente adottare una politica di carattere protezionistica (strutturalmente impedita dagli accordi del WTO: TRIMs, Trade Related Investment Measures, e SCMs, Agreement on Subisidies and Countervailing Measures). In questo caso Dani Rodrik (2013) ha ragione: è probabile che la politica industriale (per definizione nazionalistica) di due grandi paesi abbia recato benefici ad uno dei più importanti beni comuni a livello mondiale, l’ambiente, forse anche più di quanto abbiano apportato gli accordi sovranazionali.
  1. La dizione esatta non è “beggar-thy-neighbour”, dato il testo classico di Joan Robinson: “Beggar-my-neighbour Remedies for Unemployment” (1937).
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