Strategie di sopravvivenza

Quando due specie utilizzano la stessa risorsa (alimentare o di altro genere) queste entrano in competizione. L'ecosistema non percepisce la differenzia tassonomica quindi se due popolazioni utilizzano la stessa risorsa per l'ambiente è come se solo una stesse usufruendone. Se le risorse consento la sopravvivenza di solo 100 individui questi saranno i migliori della popolazione di appartenenza, ma se viene a instaurarsi un altra popolazione con le stesse esigenze, chiaramente il numero della prima specie diminuirà in funzione della seconda. Questo concetto è vero solo se la capacità di competizione delle due specie è equivalente, a volte però succede che la specie secondaria utilizzi il doppio delle risorse di quella primaria, quindi questo porta ad uno sbilancio. L'equazione che regge questo concetto è:

Se questa capacità di competizione, identificata con α è troppo elevata, ovvero la seconda popolazione abbassa sempre di più la capacità portante della prima, potrebbe succedere un fenomeno di estinzione locale. Tramite controllo della risorsa la specie più brava e veloce ad utilizzarla può esercitare una pressione più o meno forte.

Ogni specie ha a disposizione un certo numero di anni, certamente quando l'organismo nasce, e appena nato si trova in un mondo che contrasta il processo biologico quindi per accrescersi deve sopravvivere. Quando nasce ha elevate probabilità di sopravvivere fino ad una certa età, oltre la quale è sempre meno probabile riuscirci. Si parla quindi di specie k-strateghe, che rimandano la fase di mortalità e r-strateghe che invece hanno più probabilità di morire alla nascita.

La sopravvivenza (lx) è concepita come la probabilità che un organismo viva dalla nascita fino all'età X:

La fecondità (mx), invece, indica il numero medio di femmine generate da una femmina ad ogni età della sua vita.

M3 = 4 → una femmina al terzo anno di età ha generato 4 femmine

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